LA COMUNITA' DEL TAU

LA COMUNITA' DEL TAU - Premio Internazionale TAU Simbolo dell’Umanità

  

Siamo un gruppo di storici, biblisti e archeologi che intendono approfondire le conoscenze sul TAU per la promozione del suo significato come simbolo e fraternità tra i popoli. 

Premio Internazionale TAU Simbolo dell’Umanità

Vogliamo istituire il Premio internazionale TAU Simbolo dell’Umanità. Una prestigiosa riconoscenza a chi si è distinto in opere umanitarie, di pace, per l’unione di popoli, per il bene delle comunità, per l’amore verso il prossimo.  Il premio nasce per mostrare il significato del TAU come simbolo di UMANITÀ, RELIGIOSITA’ e FRATELLANZA . Si vuole dare importanza ad un riconoscimento per azioni umanitarie e di dignità dell'uomo. Con un semplice gesto, la consegna del premio, si metterebbero in risalto tante realtà collegate al BENE UNIVERSALE, un incentivo per migliorare l'esistenza di tante persone che non hanno a volte più speranza di vivere.

Stiamo formando un comitato che possa assegnare il premio.

Premessa

Il TAU, dalle epoche più remote, è un potente simbolo unificatore di svariate realtà.

In ambito letterario non si è indagato sufficientemente su di esso riguardo la prospettiva storica, religiosa e culturale. Si ritiene opportuno, pertanto, metterlo in risalto in maniera da valorizzare i vari concetti che esso rappresenta sul piano antropologico all’interno della moderna società. Si utilizzeranno le nuove metodologie della comunicazione digitale attraverso questo sito web e di social network. Innovazione e unicità a livello mondiale per riscoprire il significato della “salvezza spirituale” e quello dell’“unione degli uomini per la pace e la fraternità”. Comunicare questi messaggi significa offrire un profondo significato alla vita con conseguenti ricadute positive per gestire sicuramente al meglio la propria esistenza.

Struttura del progetto

Il sito è la vetrina dei concetti che si desiderano sviluppare per coordinare e gestire il Premio Internazionale TAU Simbolo dell’Umanità.

Gli argomenti saranno  curati da un Comitato promotore costituito da rappresentanti di tutti coloro che sono interessati (stakeholder) al TAU. Mi riferisco a chi nella storia ne ha esaltato il valore, la sacralità e la testimonianza: in particolare la comunità francescana, la comunità antoniana, la comunità ebraica, la comunità massonica, le famiglie nobiliari collegate con il TAU a livello araldico. Gli interessati possono scriverci contatti taucommunity@outlook.it

Vantaggi

Il progetto prevede inoltre di promuovere il TAU come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, facendone specifica richiesta all’UNESCO.

Mi auguro veramente che questa iniziativa possa realizzarsi, in quanto per la prima volta al mondo migliaia di persone avranno la possibilità di confidare in un simbolo che ha fatto la storia dell’uomo per la salvezza dei popoli.

Dr. Giuseppe Orlandi   Dirigente di ricerca CNR   Ufficio Comunicazione e Informazione Direzione Generale Consiglio Nazionale delle Ricerche Piazzale Aldo Moro  7  Roma    www.cnr.it

 Storia del TAU

Origini bibliche

Il segno del Tau (taw in ebraico) ha un'origine antichissima, risalente alla Bibbia: lo si ritrova nel libro della Genesi (4, 15), nell'Esodo (12, 7), in Giobbe (31, 35) ma soprattutto in Ezechiele (9, 3-4), quando dice:

«Il Signore disse: Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme e segna un Tau sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono...»

In questo passo il Profeta Ezechiele raccomanda a Israele di restare fedele a Dio fino alla fine, per essere riconosciuto come simbolicamente segnato con il "sigillo" del Tau sulla fronte quale popolo scelto da Dio fino alla fine della vita. Infatti, nell'alfabeto ebraico il Taw (o Tau) è l'ultima lettera e rappresentava il compimento dell'intera opera rivelata di Dio. Questo segno veniva anche trascritto come X+ o T e nella trascrizione greca il segno venne associato alla lettera Tau, che poi divenne a sua volta "T" nell'alfabeto latino.

 Il Taw ebraico

Il Tau fu adottato prestissimo dai cristiani per un duplice motivo. Esso, appunto come ultima lettera dell'alfabeto ebraico, era una profezia dell’ultimo giorno ed aveva la stessa funzione della lettera greca Omega, come si legge nell'Apocalisse di San Giovanni: «Io sono l'Alfa e l'Omega, il principio e la fine. A chi ha sete io darò gratuitamente dalla fonte dell'acqua della vita... Io sono l'Alfa e l'Omega, il primo e l'ultimo, il principio e la fine» (Apoc. 21,6; 22,13). In secondo luogo, i cristiani vedevano in questo segno la prefigurazione della croce di Cristo come compimento delle promesse dell'Antico Testamento, perché essa rappresentava il mezzo con cui Cristo ha rovesciato la disobbedienza del vecchio Adamo, diventando il nostro Salvatore come "nuovo Adamo".

Antoniani e Francescani

Durante il Medioevo, la comunità religiosa di Sant'Antonio Abate, con la quale S. Francesco era familiare, era molto impegnata nell'assistenza ai lebbrosi. Questi uomini usavano la croce di Cristo, rappresentata come il Tau greco, quale simbolo di guarigione per difendersi dalle piaghe e da altre malattie della pelle. Nell'iconografia classica, Sant'Antonio Abate è sempre riconoscibile dalla grossa Tau cucita sul mantello e sul saio all'altezza del petto.

Nei primi anni della sua conversione, San Francesco avrebbe lavorato con questi religiosi nella zona di Assisi e sarebbe stato ospite nel loro ospizio presso San Giovanni in Laterano a Roma. Francesco parlò spesso dell'incontro con Cristo, nascosto sotto l'aspetto di un lebbroso, come del punto di svolta della sua conversione. È quindi fuor di dubbio che Francesco, in seguito, avrebbe adottato e adattato il Tau quale distintivo o firma, combinando l'antico significato della fedeltà per tutta la vita con il comandamento di servire gli ultimi, i lebbrosi del suo tempo.

La simbologia del Tau acquistò un significato ancora più profondo per S. Francesco, dal momento in cui nel 1215 Innocenzo III promosse una grande riforma della Chiesa Cattolica ed egli ascoltò il sermone del Papa in apertura del Concilio Laterano IV, contenente la stessa esortazione del profeta Ezechiele nell'Antico Testamento: "Siamo chiamati a riformare le nostre vite, a stare alla presenza di Dio come popolo giusto. Dio ci riconoscerà dal segno Tau impresso sulle nostre fronti". L'anziano papa, nel riprendere questo simbolo, avrebbe voluto - diceva - essere lui stesso quell’uomo “vestito di lino, con una borsa da scriba al fianco” e passare personalmente per tutta la Chiesa a segnare un Tau sulla fronte delle persone che accettavano di entrare in stato di vera conversione [Innocenzo III, Sermo VI (PL 217, 673-678)].

 Questa immagine simbolica, usata dallo stesso Papa che solo cinque anni prima aveva approvato la nuova comunità di Francesco, venne immediatamente accolta come invito alla conversione. Per questo, grande fu in Francesco l'amore e la fede in questo segno, come ricorda San Bonaventura di Bagnoregio nella "Vita di San Francesco d'Assisi (Legenda maior)" Cap. IV, 1079:

 "...E in realtà il Santo nutriva grande venerazione ed affetto per il segno del Tau, lo raccomandava spesso nel parlare e lo scriveva di propria mano sotto le lettere che inviava, come se la sua missione consistesse, secondo il detto del profeta, nel segnare il Tau sulla fronte degli uomini che gemono e piangono, convertendosi sinceramente a Cristo".

 Tommaso da Celano ci tramanda un altro uso del Tau da parte di San Francesco: egli lo tracciava sui muri, sulle porte, e sugli stipiti delle celle, e questa affermazione è confermata dall'archeologia: ad es., al tempo del restauro della cappella di Santa Maddalena (detta anche della Madonna) a Fonte Colombo (RI) fu rinvenuto nel vano di una finestra, dal lato del Vangelo, un Tau, dipinto in rosso, ricoperto poi con una tinta del secolo XV. Questo disegno risale allo stesso san Francesco.

Cavalieri Templari

 La croce taumata fu adottata simbolicamente anche dall'ordine dei Cavalieri Templari, specialmente nel primo periodo del loro sviluppo. Gli scudieri Templari avevano una Tau rossa cucita sul mantello, che diventava croce patente intera al momento del passaggio al grado di Cavaliere. Il Tau è l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico e significa il compimento della Creazione, l’individuo in cui inizia la seconda parte dell’Opera, il Principio che conclude la Sintesi; si riferisce parimenti al Pane quotidiano e al Verbo Divino, cioè alle necessità fisiologiche e all’elevazione spirituale in osservanza della Parola evangelica: "l’uomo non deve vivere di solo pane ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio". Secondo alcune interpretazioni esso indica un tesoro, oppure il luogo dove esso giace sepolto. Ma più semplicemente si può pensare che esso sia stato adottato dall'Ordine come duplice richiamo sia alla Croce, sia alla lettera "T" iniziale di Templum, ossia "Tempio". Come simbolo templare lo si ritrova talvolta raffigurato in emblemi o stemmi posti sui palazzi o sulle chiese delle loro antiche commanderie. 

I Cavalieri del Tau

La Tau bianca era l'emblema distintivo di un altro Ordine Ospitaliero, sorto più o meno nello stesso periodo di altri più famosi, come quello degli Ospitalieri di San Giovanni, chiamato ordine dei "Frati di San Jacopo di Altopascio", ufficializzato nell'aprile del 1239. Poiché i compiti di assistenza e cura dei pellegrini finirono per includere anche un'opera di protezione nei loro confronti, l'ordine prevedeva tra i suoi ranghi anche dei Cavalieri armati di spada, che divennero presto noti come Cavalieri del Tau. L'Ordine acquisì in breve tempo fama, onori e ricchezze, tanto da diffondersi ben oltre il territorio di origine (il borgo toscano di Altopascio, in prov. di Lucca) e da annoverare "obbedienze" in tutta Italia, nonché in altripaesi d'Europa come la Francia, la Spagna, la Germania e l'Inghilterra. Il declino di quest'ordine religioso-cavalleresco iniziò nel XIV secolo anche a causa del trasferimento della sede del papato ad Avignone, che provocò una riduzione dei traffici verso Roma. L'ordine fu soppresso definitivamente nel 1587 per opera di papa Sisto V, ed i suoi beni furono ceduti alla Milizia di Santo Stefano creata nel Granducato di Toscana.

Ad influenzare questi ordini religiosi nell'adozione del Tau non furono, probabilmente, soltanto i passi biblici. Nel periodo medievale, infatti, questo simbolo permeava profondamente anche la vita di tutti i giorni. Infatti, persino le rappresentazioni geografiche del Mondo erano riconducibili a questo segno. Sono frequenti, infatti, le illustrazioni in cui il Mondo viene rappresentato suddiviso nei tre continenti allora conosciuti: l'Asia, che veniva posta generalmente nella parte alta della carta, mentre l'Europa e l'Africa nella parte inferiore, rispettivamente, nella parte sinistra e in quella destra della metà inferiore. I tre continenti erano poi separati l'uno dall'altro da un mare che prendeva la forma di una "T", ed il tutto era inscritto in una circonferenza. Questa raffigurazione, nota anche come "Mappamondo a T", non pretendeva di essere una rappresentazione reale del Mondo ma piuttosto una simbolica.

Rosa-Croce e Massoneria

La Tau fa la sua comparsa come simbolo anche nei secoli successivi, soprattutto nell'ambito esoterico. Ad esempio, nella "Fama Fraternitatis", primo manifesto del movimento dei Rosa-Croce, apparso per la prima volta a Cassel nel 1614, si narra del ritrovamento della tomba del padre eponimo, Christian Rosencreutz, da parte di alcuni confratelli. Al centro del sepolcro si trovava un altare rotondo ricoperto da una lastra di rame, su cui era incisa la seguente iscrizione: "Hoc Universi compendium nisus mihi sepulcrum fuit" («Mi sono riservato per sepolcro questo compendio dell'Universo»). Sotto l'altare un'altra lastra in rame ricopriva il corpo dell'eponimo, che fu ritrovato intatto, con in mano un libello di pergamena scritto con caratteri d'oro, ed intitolato proprio "T": esso viene definito "il nostro più grande tesoro dopo la Bibbia e non deve essere esposto con leggerezza alla censura del mondo".

 Nell'ambito della Massoneria, la forma di questa lettera richiama ben due strumenti dell'arte muratoria, il martello dello scalpellino e la squadra a doppio angolo retto. Ma come simbolo assume il suo più alto significato nell'emblema del Rito dell'Arco Reale, dove compare nella forma del "Triplo Tau". Questo glifo, inscritto in un triangolo equilatero ed in un cerchio, è considerato simbolo sacro per eccellenza, che per Jung rappresenta nell’inconscio collettivo la delimitazione dell’ambito sacro e la fissazione su un centro spirituale universale. In origine era una Tau sovrapposta ad una H, per indicare "Templum Hierosolymae" (Tempio di Gerusalemme), acquisendo poi una propria autonomia simbolica. Fonte

http://www.angolohermes.com/Simboli/Tau/Tau.html 

Sant'Antonio Abate

S. Antonio Abate nacque nel 251 d. C. a Coma, l’attuale Qumans, una piccola cittadina situata nel cuore dell’Egitto. La vita del santo è accuratamente descritta e diffusa nella Vita Antonii a partire dal 357 circa, da Atanasio, vescovo di Alessandria d’Egitto. L'opera, tradotta in varie lingue, divenne popolare tanto in Oriente quanto in Occidente e diede un contributo importante all'affermazione degli ideali della vita monastica. Figlio di agiati agricoltori cristiani, rimase orfano all’età di vent'anni e con un patrimonio da amministrare e una sorella minore cui badare, sentì ben presto di dover seguire l'esortazione evangelica: "Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi e dallo ai poveri". Così, distribuiti i beni ai più bisognosi e affidata la sorella ad una comunità femminile, seguì la vita solitaria che già altri anacoreti facevano nei deserti attorno alla sua città, vivendo in preghiera, povertà e castità. Alla ricerca di uno stile di vita penitente e senza distrazione, chiese a Dio di essere illuminato e grazie all’incontro con diversi asceti, decise di divenire eremita. L’etimologia del nome di Antonio, dal greco Αντώνης (Antōnīs), Αντώνιος (Antōnios) significa proprio chi fa fronte ai suoi avversari. Ed infatti dopo qualche anno di questa esperienza che cominciarono per lui prove durissime. In questi primi anni di completa solitudine, fu tormentato da tentazioni fortissime, pensieri osceni e dubbi sull’effettiva opportunità di una vita così solitaria, non seguita né dalla massa degli uomini né dagli ecclesiastici. Inoltre, l’istinto della carne e l’attaccamento ai beni materiali, che aveva cercato di sopire in quegli anni, ritornavano prepotenti e incontrollabili. Chiese dunque aiuto ad altri asceti, che gli dissero di non spaventarsi,andando avanti con fiducia, perché Dio era con lui. Scoperto dai suoi concittadini, che come tutti i cristiani di quei tempi, affluivano presso gli anacoreti per riceverne consiglio, aiuto, consolazione, ma che allo stesso tempo turbavano la loro solitudine e raccoglimento, Antonio si spostò più lontano, verso il Mar Rosso. Sulle montagne del Pispir c’era una fortezza abbandonata, infestata dai serpenti, ma con una fonte sorgiva: il santo vi si trasferì nel 285 e vi rimase per 20 anni in assoluta solitudine. Seguendo l’esempio di Gesù che guidato dallo Spirito si ritirò nel deserto «per essere tentato dal diavolo» si dedicò ad un ancor più rigida vita di solitudine, vista come unico mezzo che permettesse all’uomo di purificarsi da tutte le cattive tendenze, personificate nella figura biblica del demonio. Per sfuggire ai troppi curiosi che si recavano nel fortilizio del Mar Rosso, decise di ritirarsi in un luogo più isolato. Andò dunque nel deserto della Tebaide, nell’Alto Egitto, dove prese a coltivare un piccolo orto per il sostentamento suo e di alcuni discepoli che di tanto in tanto si recavano da lui. Visse nella Tebaide fino al termine della sua lunghissima vita. Morì a 106 anni, il 17 gennaio del 356 e fu seppellito in un luogo segreto. Atanasio riferisce che Antonio aveva nascosto il luogo della sua morte ai suoi discepoli, ma donò loro come preziose reliquie la tunica ed il mantello. Secondo alcuni storici antoniani, primo tra tutti Aymar Falco, il corpo del santo sarebbe rimasto nascosto per circa 170 anni dall’anno della sua morte. Il suo ritrovamento è circoscritto al 529, al tempo dell’imperatore Giustiniano. Portato ad Alessandria, fu inumato nella chiesa di S. Giovanni Battista. Occupato l’Egitto dai Saraceni, la salma venne trasferita a Costantinopoli il 12 giugno 670, per proteggerla da vandalismi e saccheggi.

La popolarità della vita del santo, esempio degli ideali della vita monastica, spiega il posto centrale che la sua raffigurazione ha costantemente avuto nell'arte sacra. A causa della diffusissima venerazione, troviamo immagini del santo, solitamente raffigurato come un anziano monaco dalla lunga barba bianca, nei codici miniati, nei capitelli, nelle vetrate, nelle sculture lignee destinate agli altari e alle cappelle, negli affreschi, nelle tavole e nelle pale poste nei luoghi di culto. Con l'avvento della stampa la sua immagine comparve anche in molte incisioni che i devoti cominciarono ad appendere nelle loro case. Nel periodo medievale, il culto di Sant'Antonio fu reso popolare soprattutto per opera dell'ordine degli Ospedalieri Antoniani, che ne consacrarono altresì la iconografia: essa ritrae il santo ormai avanti negli anni, mentre incede scuotendo un campanello, in compagnia di un maiale, animale dal quale essi ricavavano il grasso per preparare emollienti da spalmare sulle piaghe e dare sollievo agli ammalati. In alcuni casi data la sua abilità nel curare, appunto, il morbo dell’ignis sacer o l’herpes zoster, conosciuto meglio con il nome di fuoco di Sant’Antonio, il santo viene raffigurato con il fuoco ai suoi piedi. Il serpente schiacciato, che a volte possiamo trovare ai suoi piedi, rappresenta la perseveranza del santo di far fronte alle tentazioni del diavolo, che viene rappresentato proprio nella tipica forma del serpente. Il bastone da pellegrino, che termina spesso con una croce a forma di tau di colore rosso e il mantello con lo stesso simbolo cucito, che gli Antoniani portavano con assoluta determinazione, completano la sua semplice ma decisa iconografia. Molto rare sono invece le raffigurazioni dell’eremita circondato da donne sensuali che rappresentano le tentazioni carnali a cui il santo dovette far fronte nella sua vita.

San Francesco

San Francesco nacque ad Assisi in Umbria nel 1181. La madre gli mise il nome di Giovanni. Tuttavia, suo padre, Pietro Bernadone, un mercante di stoffa, che era fuori durante la nascita del bambino, l’ha rinominato Francesco (come se l’avesse chiamato “il francese”) in quanto non voleva che il figlio fosse uomo di Dio, bensì un mercante che condivideva la sua passione per la Francia. Francesco ha vissuto un'esistenza piuttosto spensierata e ricca. Era sempre felice e affascinante e tutti lo amavano. Era un leader nato. Francesco ha sviluppato l'amore di suo padre per la Francia e ha voluto essere un cavaliere. Ha avuto la possibilità di ottenere il prestigio che ha voluto quando Assisi ha dichiarato la guerra al suo nemico di lunga data, Perugia. Molti dei suoi compagni furono uccisi, ma a causa della statura sociale di Francesco, è stato invece preso prigioniero e detenuto per riscatto. Riacquistato da suo padre, tornò a casa dove si ammalò per oltre un anno. Francesco trascorse i futuri 25 anni passando più tempo in preghiera e a piangere per i suoi peccati.

Il Ministero di San Francesco

Mentre pregava presso la Chiesa di San Damiano, sentì Cristo parlare con lui dicendo: "Francesco, riparami la mia chiesa". Al fine di soddisfare questa richiesta, vendette alcuni dei beni del padre. Questo fece arrabbiare molto il padre. Francesco gettò i suoi ricchi vestiti in presenza del vescovo. Il vescovo, veduto questo, lo ricoprì con il proprio mantello come segno di accettarlo nella vita religiosa. Dopo questo gesto, suo padre  diseredò Francesco. Francesco a San Damiano ricostruì la chiesa con le proprie mani. Non si rendeva conto che Dio non intendeva ricostruire la chiesa di San Damiano, ma piuttosto la Chiesa universale che soffriva di scandalo e avarizia e di eresia esterne. Nel 1208, attirati dal suo modo di vita, si associano a Francesco i primi compagni e con essi nel 1209 si reca a Roma per chiedere a Innocenzo III l’approvazione della loro forma di vita religiosa. Il Papa concede loro l’autorizzazione a predicare rimandando però a un secondo tempo l’approvazione della Regola. Spinto dal desiderio di testimoniare Cristo nei paesi mussulmani, Francesco tenta più volte di recarvisi. Finalmente nel 1219 raggiunge Damietta, in Egitto, dove, durante una tregua nei combattimenti della quinta crociata, viene ricevuto e protetto in persona dal Sultano al-Malik al-Kamil.

Durante la notte di Natale del 1223, a Greccio, Francesco volle rievocare la nascita di Gesù, facendo una rappresentazione vivente di quell'evento. È da questo episodio che ebbe poi origine la  tradizione del presepe.

Le settimane dalla metà di Agosto sino alla fine di Settembre 1224 Francesco le passò a La Verna,una zona situata  fra Toscana e Romagna, e lì, nel giorno dell'Esaltazione della santa Croce, il 14 settembre, ricevette le stigmate ossia gli furono impressi i segni della crocifissione di Cristo sulle mani, sui piedi e sul suo costato.

Nell’ultimo biennio di vita di Francesco si colloca anche la composizione del Cantico di frate sole (o Cantico delle creature). Sono anni questi in cui Francesco è sempre più tribolato dalla malattia (soffriva di gravi disturbi al fegato e di un tracoma agli occhi). Quando le sue condizioni si aggravarono in maniera definitiva Francesco fu riportato alla Porziuncola, dove morì nella notte fra il 3 e il 4 ottobre 1226, a 45 anni. Il giorno seguente il suo corpo, dopo una sosta presso San Damiano, fu portato in Assisi e venne sepolto nella chiesa di San Giorgio.

Francesco d’Assisi fu canonizzato il 19 luglio 1228 da Papa Gregorio IX. Il 25 maggio 1230 la sua salma fu infine trasferita dalla chiesa di San Giorgio e tumulata nell'attuale Basilica di San Francesco fatta costruire celermente da frate Elia su incarico di Gregorio IX tra il 1228 e il 1230.

Il TAU e San Francesco

San Bonaventura da Bagnoregio nella Legenda Maior e nella Legenda Minor narra di alcuni episodi dove viene descritto il TAU e Francesco

LEGENDA MAIOR ( Vita di san Francesco d'Assisi ) di SAN BONAVENTURA DA BAGNOREGIO

In realtà il Santo nutriva grande venerazione ed affetto per il segno del Tau; lo raccomandava spesso nel parlare e lo scriveva di propria mano sotto le lettere che inviava, come se la sua missione consistesse, secondo il detto del profeta, nel segnare il Tau sulla fronte degli uomini che gemono e piangono, convertendosi sinceramente a Cristo.

Un abitante di Cori, in diocesi di Ostia, aveva perduto totalmente l'uso della gamba e non poteva assolutamente camminare né muoversi. Trovandosi in così grave angustia e disperando dell'aiuto umano, una notte si diede a presentare le sue querele a san Francesco, come se lo vedesse lì presente, in questo stile: “ O san Francesco, aiutami. Non ti ricordi il servizio che ti ho fatto e la devozione che ti ho sempre dimostrato? Io ti ho portato sul mio asino, ho baciato i tuoi sacri piedi e le tue sacre mani; sempre ti sono stato devoto, sempre sono stato generoso con te: ed ecco che ora muoio tra questi crudelissimi tormenti ” Spinto da questi lamenti, subito si fece presente quel Santo che non dimentica i benefici ricevuti ed è riconoscente ai suoi devoti, apparendo in compagnia di un altro frate, all'uomo che vegliava in preghiera. Gli disse che era accorso alla sua chiamata e che aveva portato la medicina per guarirlo. Gli toccò la parte offesa con un bastoncino in forma di Tau, facendo scoppiare il tumore e ridonandogli perfetta salute. Ma fece una cosa ancor più meravigliosa: gli lasciò impresso il sacro segno del Tau sul punto dov'era stata sanata la piaga, a memoria del miracolo. Era questo il segno con il quale san Francesco firmava le sue lettere, ogni volta che la carità lo spingeva ad inviare qualche missiva.

Ma ecco: mentre la nostra mente, distratta dalla varietà dei fatti narrati, indugia ora su l'uno ora su l'altro dei miracoli compiuti dal beato padre, si è incontrata nuovamente, sotto la guida di Dio, con il Tau, cioè con il segno della salvezza. Ciò è avvenuto per i meriti di Francesco stesso, glorioso alfiere della croce, e ci permette di rilevare che la croce è divenuta la più solida testimonianza della gloria che ora egli gode, trionfando con Cristo in cielo, così come era stata la causa dei suoi meriti eccelsi e della sua salvezza, quando seguiva la milizia di Cristo, qui sulla terra.

LEGENDA MINOR (Vita breve di san Francesco) DI SAN BONAVENTURA DA BAGNOREGIO

LEZIONE IX 1347

Un frate di nome Pacifico, quando ancora viveva da secolare, incontrò il servitore del Signore, che stava predicando in un monastero vicino al Borgo di San Severino. Scesa la mano del Signore sopra di lui, vide Francesco segnato in forma di croce da due splendide spade, poste trasversalmente: una delle spade si stendeva dalla testa fino ai piedi e una si estendeva da una mano all'altra, attraverso il petto. Egli non conosceva Francesco di persona, ma lo riconobbe subito, dopo che gli fu mostrato per mezzo di quella visione miracolosa. Fortemente stupito, compunto ed atterrito dalla forza delle sue parole, venne, per così dire, trafitto dalla spada dello spirito che usciva dalla sua bocca e, disprezzati definitivamente gli onori vani del mondo, si unì al beato padre mediante la professione della sua stessa vita. In seguito, costui progredì in ogni forma di santità propria della vita religiosa e divenne ministro dell'Ordine in Francia--difatti fu il primo ad esercitare l'ufficio di ministro in quel paese. Ma, prima, meritò di vedere sulla fronte di Francesco un grande Tau, che spiccava per la varietà dei colori e rendeva meravigliosamente bella e adorna la sua faccia . Poiché bisogna sapere che l'uomo di Dio venerava questo segno e gli era molto affezionato, lo raccomandava spesso nel parlare, con esso dava inizio alle sue azioni e lo scriveva di propria mano sotto quei bigliettini che inviava per motivo di carità, quasi che tutto il suo impegno fosse, come dice il profeta, nel segnare il Tau sulla fronte degli uomini che gemono e piangono, convertendosi a Cristo sinceramente

 Il TAU e la Massoneria

In ambito massonico il Tau è presente nel simbolo della tripla Tau.

La tripla Tau è una figura formata da tre di queste croci riunite in un punto, e quindi somigliante a una lettera T che poggia sulla barra di traverso un H. Questo emblema, collocato al centro di un triangolo e un cerchio - entrambi gli emblemi della divinità - costituisce il gioiello dell'Arco Reale come praticato in Inghilterra, dove è tanto stimato di essere chiamato "l'emblema di tutti gli emblemi , " L’Arco Reale è il grande emblema della massoneria ". Il profeta Ezechiele parla della croce tau o tau come marchio che distingue coloro che dovevano essere salvati, per il loro dolore per i loro peccati, da coloro che, come idolatri, dovevano essere uccisi. Era un segno o segno di distinzione favorevole; E con questa allusione possiamo supporre che la tripla tau sia usata nel grado dell’Arco Reale come marchio che designa e separa coloro che conoscono e adorano il vero nome di Dio da quelli ignoti di quel mistero augusto. L'Arco Reale è presente nel Rito di York e nel Rito Scozzese, rappresenta uno dei riti di perfezionamento massonico più diffuso al mondo. Nasce dall'unione completa dei gradi Simbolici, Capitolari, Criptici, Cavallereschi in un unico sistema Massonico. Il più grande gruppo massonico sotto uno stesso Labaro è il Gran Capitolo Generale Internazionale dei Liberi Muratori dell'Arco Reale.

La sua "nascita" viene fatta risalire, per quanto riguarda la Massoneria dell'Arco Reale, alla creazione ad Hartford, nel Connecticut, dei Grandi Capitoli degli Stati Uniti d'America (24 ottobre 1797), il cd. Grand Royal Arch Chapter, d'Inghilterra (18 marzo 1817), di Scozia (28 agosto 1817), di Irlanda (11 giugno 1829). Già nel 1806 il Grand Royal Arch Chapter si trasformò in General Grand Chapter of Royal Arch Masons of The United States of America, il quale nel 1954 assunse la denominazione di General Grand Chapter of Royal Arch Masons International, a seguito della diffusione della massoneria dell'Arco Reale nel mondo.

https://it.wikipedia.org/wiki/Rito_di_York 

 Il TAU nella tradizione ebraica e biblica

L'ultima lettera dell'alfabeto ebraico, il tau, è considerata “il sigillo del Santo, benedetto Egli sia”. Lo stesso grafema che lo contraddistingue, ת, evoca un marchio, un segno di riconoscimento. 

Il sostantivo tau, che si rintraccia tre volte in tutta la Bibbia ebraica, di cui due nel passo fondamentale di Ez 9, e una in Giobbe, significa propriamente segno, sigillo, firma. La prima lettera di questa parola è proprio l'ultima lettera dell'alfabeto ebraico, che in questo senso, collocata a compimento della successione delle ventidue lettere che costituiscono la lingua di Dio, descrive bene il sigillo del Signore su tutta la creazione, la Sua firma nel mondo da Lui creato. La tradizione cabalistica fa notare come il tau sia anche l'ultima lettera del sostantivo ebraico emet, verità: si configura dunque anche come il sigillo, il compimento, di ciò che più esplicitamente caratterizza Dio, la Sua verità e infallibilità.

Nel cap 9 del libro di Ezechiele Dio invita a punire e sterminare quanti profanano il santuario e la città santa di Gerusalemme, dopo aver segnato un tau (propriamente un marchio, un sigillo: compare qui non la lettera ma la parola tau, e il greco traduce significativamente con semeion, che vuol dire segno) “sulla fronte di coloro che sospirano e piangono per gli abomini che si compiono nella città” (Ez 9,4), in modo tale che costoro non siano toccati dallo sterminio (Ez 9,6).

Il tau, il semeion, è dunque propriamente il sigillo che indica l'intervento del Signore e assicura la sua protezione: si deve notare che la parola greca semeion si rintraccia, pur traducendo una parola ebraica diversa da tau, ma con simile significato, in Gen 4,15, a proposito del segno che Dio pone sulla fronte di Caino perchè non venga ucciso, a sottolineare come il Signore tuteli sempre la vita umana, da Lui creata e benedetta, anche qualora gli uomini si macchino di terribili delitti. Nessun uomo ha dunque il diritto, secondo Gen 4, di porre fine alla vita di un altro essere umano, indipendentemente dall'operato di questi.

Similmente, il termine semeion si trova nella versione greca di Es 12,13, ove traduce la stessa parola ebraica che si rintraccia in Gen 4,15, in riferimento al segno fatto dagli ebrei, con il sangue degli agnelli immolati nella prima notte di Pasqua, in Egitto, sullo stipite delle proprie case, perchè l'angelo del Signore non colpisse con la sua piaga i loro primogeniti. A partire da questi riferimenti, si ipotizza che il segno di cui si parla in questi casi sia propriamente il tracciamento di un tau, che diventa dunque esplicitamente il simbolo della salvezza dalla morte e della presenza di Dio: pur in presenza di un termine greco differente, ma dal simile significato, si tende a interpretare come un tau anche il sigillo con cui sono segnati gli eletti del Dio vivente in Ap 7,4, e in diversi altri passi dell'ultimo libro del Nuovo Testamento, come Ap 9,4, dove si ripete la situazione di Ez 9,4.6, e si sottolinea il divieto di colpire e danneggiare quanti abbiano il sigillo di Dio sulla fronte.

La tradizione cabalistica insiste sul fatto che il grafema del tau risulti composto dai grafemi di due altre lettere dell'alfabeto ebraico, un dalet e un nun, che descrivono rispettivamente, nell'interpretazione, lo svuotamento di sé e l'umiltà: questa suggestione rappresenta un elemento in più per comprendere come mai, nella tradizione cristiana, il segno del tau, sigillo del Dio vivente, sia avvicinato alla croce di Cristo, alla condizione di servo da Lui assunta (cfr. l'inno cristologico di san Paolo, Fil 2,6-11), anche attraverso il riferimento di Ap 14,1, ove si precisa che i centoquarantaquattromila eletti di Dio, segnati in Ap 7,4, portano scritto sulla fronte “il nome dell'Agnello e il nome del Padre Suo”.

In definitiva, il tau evoca la presenza del Signore, è il segno della sua salvezza ed è comprensibile che si scelga, nella tradizione cristiana, la lettera tau dell'alfabeto greco, che ha proprio la forma di una croce, e che conserva però lo stesso nome della lettera ebraica che richiama il sigillo, evocando pertanto, attraverso il duplice riferimento al segno biblico e al supplizio subito da Gesù, segno e strumento della salvezza per i cristiani, la nuova alleanza nel sangue di Cristo.

 Laura C. Paladino PhD

Biblista e Storica, Docente di Ebraico e Greco presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma

THE TAU COMMUNITY

THE TAU COMMUNITY - Premio Internazionale TAU Simbolo dell’Umanità

 

We are a group of historians, bible scholars and archaeologists who intend to deepen the knowledge of TAU to promote its meaning as a symbol and fraternity among peoples.

 TAU International Prize Symbol of Humanity

We want to establish the TAU International Symbol of Humanity Award. A prestigious recognition to those who have distinguished themselves in humanitarian works, of peace, for the union of peoples, for the good of the communities, for the love of their neighbor. The award was created to show the meaning of the TAU as a symbol of HUMANITY, RELIGIOUSNESS and BROTHERHOOD. We want to give importance to a recognition for humanitarian actions and human dignity. With a simple gesture, the awarding of the award, would highlight many realitys connected to the UNIVERSAL WELL, an incentive to improve the existence of many people who do not sometimes have more hope of living.

We are forming a committee that can award the prize .

 Premise

The TAU, from the most remote times, is a powerful unifying symbol of various realities.

Literature has not been sufficiently investigated about the historical, religious and cultural perspectives. It is therefore considered appropriate to highlight it in a way that enhances the various concepts it represents on the anthropological level within modern society. New digital communication methods will be used through this web site and social networking sites. Innovation and uniqueness worldwide to rediscover the meaning of "spiritual salvation" and that of "union of men for peace and fraternity". Communicating these messages means giving a deep meaning to life with consequent positive repercussions in order to best manage your own existence.

Project structure

The site is the showcase of the concepts that we want to develop to coordinate and manage the TAU International Award of Humanity.

Topics will be taken care of by a promoter committee made up of representatives of all those interested (stakeholders) at the TAU.

The topics will be managed by a promotional committee consisting of representatives of all stakeholders at TAU. I refer to those who, in history, have exalted their value, sacredness, and testimony: in particular,the Franciscan community, the Antonius community, the Jewish community, the Masonic community, and the noble families connected with TAU at the heraldic level. Interested parties can write us taucommunity@outlook.it

On the site will be represented the various aspects of TAU, with the possibility of inserting scientific discoveries, archaeological finds, images and traditions.

Social networks will have the task of making interactive, shared and shared communication among all those who want to collaborate at the TAU Project at international level.

Advantages

The project aims to promote TAU as an immaterial cultural heritage of humanity, making it a specific requirement for UNESCO.

I really hope that this initiative can be realized, as for the first time in the world, thousands of people will have the chance to trust in a symbol that has made man's story for the salvation of peoples.

 Dr. Giuseppe Orlandi

CNR Research Manager  Communication and Information Office General Direction

National Research Council of Italy  Piazzale Aldo Moro 7 Rome   https://www.cnr.it/en  

 History of TAU

Biblical Origins

The Tau (taw in Hebrew) sign has a very ancient origin, dating back to the Bible: it is found in the book of Genesis (4, 15), in Exodus (12, 7), in Job (31, 35) In Ezekiel (9, 3-4), when he says:                                            

"The Lord said," Go through the city in the midst of Jerusalem, and mark a Tau on the forehead of the men who sigh and weep. "

In this passage, the Prophet Ezekiel recommends Israel to remain faithful to God until the end, to be recognized as symbolically marked with the "seal" of the Tau on the forehead as God's chosen people until the end of life. In fact, in the Hebrew alphabet, Taw (or Tau) is the last letter and represented the completion of the whole revealed work of God. This sign was also transcribed as X, + or T and in the Greek transcript the sign was associated with the letter Tau, who later became "T" in the Latin alphabet.

The Hebrew Taw

The Tau was adopted very early by Christians for a twofold reason. It was, as the last letter of the Hebrew alphabet, a prophecy of the last day and had the same function as the Greek alphabet of Omega, as read in the Apocalypse of St. John: "I am Alpha and Omega,the beginning and end. To those who have thirst  I will give you free of the water of life ... I am the Alpha and the Omega, the first and the last, the beginning and the end "(Apoc.21,6; 22,13 ). Secondly, Christians saw in this sign the prefiguration of the cross of Christ as the fulfillment of the Old Testament promises because it represented the means by which Christ overthrew the disobedience of old Adam, becoming our Savior as "new Adam" .

Antonians and Franciscans

 During the Middle Ages, the religious community of St. Anthony Abbe, with whom St. Francis was familiar, was very busy in assisting lepers. These men used the cross of Christ, depicted as the Greek Tau, as a symbol of healing to defend themselves from wounds and other skin diseases. In the classic iconography, St. Antony Abbe is always recognizable by the large Tau sewn on the mantle and on the robe at chest height.

In the early years of his conversion, Saint Francis would have worked with these religious people in the area of ​​Assisi and would have been a guest at their hospice at St. John Lateran in Rome. Francis often talked about his meeting with Christ, concealed under the semblance of a leper, as the turning point of his conversion. It is therefore beyond doubt  that Francis later adopted and adapted the Tau as a badge or signature, combining the ancient meaning of fidelity throughout life with the commandment to serve the last, the lepers of his time.

The symbolism of Tau acquired an even deeper meaning for St. Francis;  from the moment in which in 1215 Innocent III promoted a great reform of the Catholic Church and he listened to the Pope's sermon at the opening of the Lateran Council IV, containing the same prophetic exhortation of Ezekiel in the Old Testament: "We are called upon to reform our lives, to stand in the presence of God as the just people, God will recognize us from the Tau stamp on our faces." The old Pope, in reciting this symbol, wanted to - he said - be the man himself "dressed in linen with a scarf on his side" and personally pass over the whole Church to mark a Tau on the front of people whom They agreed to let enter into a state of true conversion [Innocent III, Sermo VI (PL 217, 673-678)].

 This symbolic image, used by the Pope himself, who had only approved the new Franciscan community five years earlier, was immediately accepted as an invitation to proceed with conversion. For this reason, great was in Francis the love and faith in this sign, as Saint Bonaventure from Bagnoregio remembers in "The Life of Saint Francis of Assisi (Major Majority)" Chapter IV, 1079:

"... And indeed the Holy man had great veneration and affection for the sign of the Tau, he often recommended him to speak and write about it by his own hand under the letters he sent, as if his mission consisted, in following the saying of the prophet, and in marking the Tau on the front of men who groan and weep, converting sincerely to Christ. "

Tommaso from Celano handed us another use of the Tau by St. Francis: he traced it to the walls, to the doors, and to the frames of the cells  and this affirmation is confirmed by archeology: eg at the time of the restoration of the chapel Of Santa Maddalena (also called the Madonna) at Fonte Colombo in Rieti Province in central Italy, there was found in the window compartment, on the side of the Gospel, a Tau painted in red, then coated with a tint of the fifteenth century. This design goes back to the same time of Saint Francis.

The Templar Knights

The taumed cross was also symbolically adopted by the Order of the Knights Templar, especially in the first period of their development. The Templar squires  had a red Tau sewn on the mantle, which became a full patent cross when passing to the rank of Knight. The Tau is the last letter of the Hebrew alphabet and signifies the fulfillment of Creation, the individual in which the second part of the Work begins, the Principle that concludes the Synthesis; It also refers to the Daily Bread and the Divine Word, that is, to the physiological needs and to the spiritual elevation in observance of the Gospel word: “Man shall not live on bread alone, but on every word that comes from the mouth of God.”According to some interpretations it indicates a treasure, or the place where it lies buried, but more simply, it can be assumed that it was adopted by the Order as a duplicate call to the Cross, as well as to the initial "Templum" T, or "Temple". It is sometimes found as a symbol of the Templars in emblems or coats of arms placed on the palaces or churches of their ancient commanders.

The Knights of the Tau

The white Tau was the distinctive emblem of another Hospital Order, more or less similar in the same period as other famous ones, such as those of the Hospitallers of St. John, called the order of the "Friars of San Jacopo of Altopascio", officially announced in April of 1239. Because the pilgrimage and caregiving tasks were to include a work of protection against them, the order also included Knights of the sword, who soon became known as Knights of the Tau. The Order soon gained fame, honors and riches so as to spread far beyond its original territory (the Tuscan village of Altopascio, in the Province of Lucca) and to include "obedience" throughout Italy, Europe such as France, Spain, Germany and England. The decline of this religious-knightly order began in the 14th century also came about because of the transfer of the papacy's seat to Avignon, which resulted in a reduction of traffic to Rome. The Order was definitively suppressed in 1587 by Pope Sisto V, and his possessions were given to the Militia of St Stephen,  created in the Grand Duchy of Tuscany.

It is probably not only the biblical passages that influenced these religious orders in adopting the Tau. In fact, in the medieval period, this symbol also permeated deeply into everyday life. Indeed, even the geographical representations of the World were attributable to this sign. In fact, the illustrations in which the World is represented subdivided into the three known continents: Asia, which was generally placed on the top of the paper, while Europe and Africa were placed at the bottom, respectively, on the left-hand side  and on  the right-hand side of the lower half. The three continents were then separated from each other by a sea that took the form of a "T", and all was inscribed in a circumference. This depiction, also known as the "MAP OF THE WORLD", did not pretend to be a real representation of the World but rather a symbolic one.

Rose Cross and Freemasonry

The Tau makes its appearance as a symbol even in the following centuries, especially in the esoteric field. For example, in the "Fama Fraternitatis", the first manifestation of the Rosa-Croce movement, first appeared at Cassel in 1614, tells of the find of the tomb of the eponymous father, Christian Rosencreutz, by some brethren . At the center of the tomb there was a round altar covered with a copper plate on which the following inscription was engraved: "Hoc Universe compendium nisus mihi sepulcrum fuit" ("I reserved for this sepulcher the compendium of the Universe"). Under the altar, another copper plate covered the body of the epic, which was found intact, with a scroll of gold parchment written in his hand and titled "T": it is called "our most Great treasure after the Bible and should not be lightly exposed to the censorship of the world. "

 Within the framework of Freemasonry, the form of this letter invokes two tools of masonry, the stonecutter hammer and the double-angle team. But as a symbol it assumes its highest meaning in the Emblem of the Royal Arch, where it appears in the form of "Triple Tau". This glyph, inscribed in an equilateral triangle and in a circle, is considered a sacred symbol for excellence, which for Jung represents in the collective unconscious the delimitation of the sacred scope and fixation on a universal spiritual center. It was originally a Tau superimposed on an H, to signify "Templum Hierosolymae" (Temple of Jerusalem), thus acquiring its own symbolic autonomy.

Saint'Antony Abbe 

Saint'Antony Abbe was born in 251 d. C. in Coma, the current Qumans, a small town located in the heart of Egypt. The life of the saint is accurately described and spread in Vita Antonii from about 357, from Athanasius, bishop of Alexandria of Egypt. The work, translated into various languages, became popular in the East as well as in the West and made a major contribution to the affirmation of the ideals of monastic life. Son of auspicious Christian farmers, orphaned at the age of twenty, with a wealth to administer and a younger sister to look after, he soon felt obliged to follow the evangelical exhortation: "If you want to be perfect, go, sell what you own and from the poor. " Thus, distributed the goods to the most needy and entrusted the sister to a female community, followed the lonely life that already other anacorets did in deserts around his city, living in prayer, poverty, and chastity. In search of a penitent and distracting lifestyle, he asked God to be enlightened and, thanks to the encounter with several ascetics, decided to become hermit. The etymology of Antony's name, from the crude Αντώνης (Antōnīs), Αντώνιος (Antōnios) means just who faces his opponents. And in fact after a few years of this experience they started tough tests. In these first years of complete solitude, he was tormented by strong temptations, obscene thoughts, and doubts about the real opportunity of such a lonely life, not followed by the mass of men or ecclesiastics. In addition, the instinct of the flesh and the attachment to the material goods, which he had sought to settle in those years, came back bully and uncontrollable. He therefore asked help to other ascetics, who told him not to be scared, going ahead with confidence, because God was with him. Discovered by his fellow citizens, who, like all Christians of those times, flourished at the anacorets to receive advice, help and consolation, but at the same time disturbed their solitude and recollection, Antony moved further to the Red Sea. In the mountains of the Pispir there was an abandoned fortress, infested with snakes, but with a source springs: the saint moved to 285 and remained there for 20 years in absolute solitude. Following the example of Jesus, led by the Spirit, retired into the desert "to be tempted by the devil" he devoted himself to an even more rigid life of solitude, seen as the only means of allowing man to purify himself from all the bad tendencies, personified In the biblical figure of the devil. To escape the many curious people who went to the Red Sea forrest, he decided to retire to a more isolated place. He went to the desert of Tebaid, in Upper Egypt, where he started to cultivate a small vegetable garden for his livelihood and some disciples who occasionally came to him. He lived in the Tebaide until the end of his long life. He died at 106, on January 17, 356, and was buried in a secret place. Athanasius reports that Antony had hidden the place of his death to his disciples, but gave them as precious relics the tunic and mantle. According to some Antonese historians, first of all Aymar Falco, the body of the saint would remain hidden for about 170 years from the year of his death. His find is circumscribed at 529, at the time of Emperor Justinian. Conducted in Alexandria, he was buried in the church of St. John the Baptist. Occupied Egypt by the Saracens, the body was transferred to Constantinople on June 12, 670, to protect it from vandalism and looting.

The popularity of the life of the saint, an example of the ideals of monastic life, explains the central place that his image has consistently enjoyed in sacred art. Because of the widespread veneration, we find images of the saint, usually depicted as an old monk with a long white beard, in miniature codes, capitals, stained glass windows, wooden sculptures for altars and chapels, frescoes, boards and blades placed in places of worship. With the advent of the print, his image appeared in many engravings that devotees began to hang in their homes. In the medieval period, Saint Antony's worship was popular, especially by the order of the Antonian Hospitals, who consecrated it also by iconography: it portrays the saint who has gone on over the years, while inciting shaking a bell, in the company of a pig , An animal from which they obtained the fat to prepare emollients to spread on the sores and give relief to the sick. In some cases, given his ability to cure, in fact, the disease of the notorious “fire of Saint Antony” or herpes zoster, better known by the fire name of St. Anthony, the saint is depicted with the fire at his feet. The crushed snake, which we may sometimes find at his feet, represents the perseverance of the saint to cope with the temptations of the devil, which is represented precisely in the typical form of the snake. The pilgrim's stick, which often ends with a red tau-shaped cross and the mantle with the same sewn symbol that the Antonians carried with absolute determination, complemented his simple but determined iconography. Very rarely are the depictions of the hermit surrounded by sensual women who represent the carnal temptations to which the saint had to face in his life. 

 St. Francis 

St. Francis was born in Assisi in Umbria (central Italy) in 1181. His mother named him Jhoan. However, his father, Pietro Bernadone, a cloth merchant who was out during the birth of the baby, renamed him (as if he had called him "the French") because he did not want his son to be a man of God , but a merchant who shared his passion for France. Francis lived a rather carefree and rich life. He was always happy and charming and everyone loved him. He was a born leader. Francis developed his father's love for France and wanted to be a knight. He had the chance to get the prestige he wanted when Assisi declared war on his long-time enemy, Perugia. Many of his comrades were killed, but because of Francis's social stature, he was taken prisoner and held for ransom. Repatriated by his father, he returned home where he became ill for over a year. Francis spent the next 25 years spending more time in prayer and crying for his sins.

The Ministry of St. Francis

While praying at the Church of Saint Damian, he heard Christ talk to him saying, "Francis, fix my church." In order to meet this demand, he sold some of his father's belongings. This made his father very angry. Francis threw his rich clothes in the presence of the bishop. The bishop, having seen this, covered him with his mantle as a sign of accepting it in religious life. After this gesture, his father disavowed Francis. Francis at Saint Damian rebuilt the church with his own hands. He did not realize that God did not intend to rebuild the church of Saint Damian, but rather the universal Church that suffered from scandal and avarice and external heresy. In 1208, attracted by his way of life, they associate with Francis his first companions and with them in 1209 he goes to Rome to ask Innocent III the approval of their form of religious life. The pope grants them permission to preach by postponing the approval of the Rule at a later date. Driven by the desire to witness Christ in the Muslim countries, Francis repeatedly tries to recapture him. Finally, in 1219, he reached Damietta, Egypt, where he was received and protected by Sultan al-Malik al-Kamil during a truce in the 5th Crusade fighting.

During the Christmas night of 1223, in Greccio, Francis wanted to recall the birth of Jesus, making a living representation of that event. It is from this episode that the tradition of the crib originated.

The weeks from the middle of August to the end of September 1224 Francis passed them to La Verna, an area between Tuscany and Romagna, and on the day of the Exaltation of the Holy Cross on September 14, he received the stigmata or was imprinted The signs of Christ's crucifixion on hands, feet, and on his feet.

In the last two years of life of Francis there is also the composition of the canticle of Friar Sun (or Canticle of the creatures). These are years in which Francis is increasingly suffering from illness (suffering from severe liver disorders and a trachea in the eyes). When his condition worsened definitively Francis was brought back to Porziuncola, where he died in the night between 3 and 4 October 1226, at 45 years. The next day his body, after a stop at Saint Damian, was brought to Assisi and buried in the church of Saint George.

Francis of Assisi was canonized on July 19, 1228 by Pope Gregory IX. On May 25, 1230, his body was eventually transferred from the church of Saint George and buried in the present Basilica of St. Francis made quickly by friar Elijah in charge of Gregory IX between 1228 and 1230.

The TAU and St. Francis

Saint Bonaventure from Bagnoregio in the Maior Legend and in the Minor Legend tells of some episodes where TAU and Francis are described

MAJOR LEGEND (Saint Francis of Assisi) by SAINT BONAVENTURE FROM BAGNOREGIO

Chapter 1078 9.And indeed the Saint had great veneration and affection for the sign of the Tau; He often recommended him to speak and write his own hand under the letters he sent, as if his mission consisted, according to the saying of the prophet, to mark the Tau on the front of men who groan and weep, converting sincerely to Christ.

Chapter 1326 6.An inhabitant of Cori, in the Diocese of Ostia, had totally lost the use of his leg and could not walk or move. Being so anguished and despairing of human help, one night he presented his quarrels to Saint Francis, as if he saw him there, in this style: "Saint Francis, help me. Do not you remember the service I did and the devotion I always showed you? I brought you to my donkey,I kissed your sacred feet and your sacred hands; Always I have been devoted to you, I have always been generous with you: and now I die among these cruel torments. "Spurred by these lamentations, immediately the Saint did not forget the benefits he received and is grateful to his devotees, appearing in company Of another friar, to the man who watched in prayer. He told him that he had come to his call and that he had taken the medicine to heal it. He touched the offended part with a stick in the form of Tau, breaking the tumor and restoring perfect health. But he did something even more wonderful: he left the sacred sign of the Tau on the spot where the plague was cleansed, in memory of the miracle. This was the sign with which St. Francis signed his letters whenever charity prompted him to send some letters.1327 7. Here is, while our mind, distracted by the variety of facts reported, now lays on one Now on the other of the miracles made by the blessed father, met again under God's guidance with the Tau, that is, with the sign of salvation. This has been done for the merits of Francis himself, glorious of the cross of the cross, and allows us to point out that the cross has become the most solid testimony of the glory he now enjoys, triumphing with Christ in heaven, as was the cause of his Deserve merit and his salvation when he followed the Christ's militia, here on earth. MINOR LEGISLATION (Saint Francis's Life) BY SAINT BONAVENTURE From BAGNOREGIO LESSON IX 1347 A friar named Pacifico, when still living for centuries, met the servant of the Lord, who was preaching in a monastery near the village of San Severino. The Lord's hand went over him, saw Francis marked in the shape of a cross by two beautiful swords, transversely placed: one of the swords stretched from head to foot, and one stretched from hand to hand through his chest. He did not know Francis in person, but he recognized him immediately after he was shown to him by that miraculous vision. Strongly astonished, compelled and terrified by the power of his words, came, so to speak, pierced by the sword of the spirit that came out of his mouth and, definitively despised the honorable world of the world, joined the blessed father through the profession of his own life . Later, he progressed in all forms of holiness proper to religious life and became Minister of the Order in France - in fact he was the first to exercise the office of minister in that country. But first he deserved to see on Francis's face a great Tau, who stood out for the variety of colors and made him wonderfully beautiful and adorned his face. Since we must know that the man of God worshiped this sign and was very fond of him, he often recommended him to speak, began with his actions and wrote his own hand under those cards he sent for charity, almost as much as His commitment was, as the prophet says, to mark the Tau on the forehead of men who groan and weep, converting to Christ sincerely.

TAU and Freemasonry

In the Masonic context, the Tau is present in the symbol of the triple Tau.

The triple Tau is a figure formed by three of these crosses assembled at one point, and thus resembles a letter T that rests on the bar across a H. This emblem, located at the center of a triangle and a circle - both of the emblems of Deity - is the jewel of the Royal Arch as practiced in England, where it is estimated to be called "the emblem of all the emblems," The Royal Arch is the great emblem of Freemasonry. "The prophet Ezekiel speaks of the Tau as a trademark Which distinguishes those who were to be saved, for their sorrow for their sins, from those who, like idolatrous, were to be killed. It was a sign or sign of favorable distinction; And with this allusion we can assume that triple tau is used in The rank of the Royal Arch as a brand that designates and separates those who know and worship the true name of God from the unknowns of that august mystery. The Royal Arch is present in the Rite of York and in the Scottish Rite, is one of the Masons' ritual most widespread in the world. It is born of the complete union of the Symbolic, Capitular, Cryptic, Cavalry in a single Masonic system. The largest Masonic group under one Labaro is the Great General Chapter of the Royal Archbishops of the Royal Arch.

His "birth" is researched, with regard to Royal Archon's Freemasonry, to the creation in Hartford, Connecticut, the Great Chapters of the United States of America (October 24, 1797), the cd. Grand Royal Arch Chapter, England (18 March 1817), Scotland (August 28, 1817), Ireland (June 11, 1829). Already in 1806 the Grand Royal Arch Chapter became the General Grand Chapter of the Royal Arch Masons of the United States of America, which in 1954 assumed the name of General Grand Chapter of Royal Arch Masons International, following the spread of the Freemasonry of the ' Royal Bow in the world. 

https://en.wikipedia.org/wiki/Holy_Royal_Arch

Tau in Jewish and Biblical tradition

The last letter of the Hebrew alphabet, tau, is considered "the seal of the saint, blessed be He". The same graphic that distinguishes it, ת, evokes a mark, a sign of recognition.

The tau noun, which is traced three times throughout the Jewish Bible, two of them in the fundamental step of Ez 9, and one in Job, means properly sign, seal, signature. The first letter of this word is precisely the last letter of the Hebrew alphabet, which in this sense, placed in fulfillment of the succession of the twenty-two letters that make up the language of God, well describes the seal of the Lord on all creation, Signature in the world created by Him. The cabalistic tradition points out that tau is also the last letter of the Hebrew noun Emet, truth: it thus also confers itself as the seal, the fulfillment, of what explicitly characterizes God, His truth and infallibility.

In chapter 9 of the book of Ezekiel, God invites to punish and exterminate those who sanctify the sanctuary and the holy city of Jerusalem after having marked a tau (properly a trademark, a seal: here is not the letter but the word tau, and the Greek translates significantly with semeion, which means sign) "on the forehead of those who sigh and weep for the abominations that are performed in the city" (Ez 9: 4), so that they are not touched by the extermination (Ez 9,6 ).

The tau, the semeion, is therefore the proper seal which indicates the intervention of the Lord and ensures its protection: it should be noted that the Greek word semeion is traced, even though translating a Hebrew word other than tau but with similar meaning in Gen 4.15, concerning the sign that God places on Cain's forehead for not being killed, to emphasize that the Lord always safeguards human life, created and blessed by Him, even if men are subjected to terrible crimes. No man therefore has the right, according to Gen 4, to put an end to the life of another human being, irrespective of the operation of these.

Likewise, the semeion term is found in the Greek version of Es 12,13, which translates the same Hebrew word that is traced to Gen 4,15, referring to the sign made by the Jews, with the blood of the lambs immersed on the first night of Easter in Egypt, on the jamb of their houses, for the angel of the Lord did not strike with their plague their first-born. From these references, it is assumed that the sign spoken in these cases is properly the tracing of a tau, which is thus explicitly the symbol of salvation from the death and presence of God: even in the presence of a different Greek term , But by the same meaning, it tends to interpret as a tau the seal with which the elect of the living God are marked in Acts 7: 4, and in several other steps of the last book of the New Testament, such as Acts 9: 4, Where it repeats the situation of Ez 9,4,6, and emphasizes the ban on striking and damaging those who have the healing of God on the forehead.

The cabalistic tradition insists that the tau graph is composed of the graphs of two other letters of the Hebrew alphabet, a dalet and a nun, respectively describing the interpretation, the emptying of self and humility: this suggestion represents One more element to understand how, in the Christian tradition, the sign of tau, the salvation of the living God, is approached to the cross of Christ, to the condition of a servant whom he has taken (see Christological anthem of St. Paul, Phil 2 , 6-11), also through the reference of Acts 14: 1, where it is stated that the one hundred and forty-four thousand elected by God, written in Acts 7: 4, bear the title "The Name of the Lamb and the Name of His Father" .

Ultimately, the tau evokes the presence of the Lord, it is the sign of his salvation, and it is understandable that in the Christian tradition the tau letter of the Greek alphabet, which has the shape of a cross, is preserved .The same name of the Hebrew letter recalling the healing, thus evoking, through the double reference to the biblical sign and the supplication suffered by Jesus, a sign and instrument of salvation for Christians, the new covenant in the blood of Christ.

Laura C. Paladino PhD

Biblical and Historical, Hebrew and Greek Professor at the Gregorian Pontifical University of Rome

 

 

LA COMUNIDAD TAU

LA COMUNIDAD TAU - Premio Internazionale TAU Simbolo dell’Umanità

 

Somos un grupo de historiadores, biblistas y arqueólogos que desean profundizar sus conocimientos sobre TAU para la promoción de su significado como símbolo y fraternidad entre los pueblos.

Premio TAU Internacional Símbolo de Humanidad

Queremos establecer el premio internacional TAU al Símbolo de la Humanidad.
Un prestigioso reconocimiento a quienes se han distinguido en obras humanitarias, de paz, por la unión de los pueblos, por el bien de las comunidades, por el amor al prójimo. El premio fue creado para mostrar el significado de la TAU como un símbolo de HUMANIDAD, RELIGIOSIDAD y FRATERNIDAD. Queremos dar importancia al reconocimiento de las acciones humanitarias y la dignidad humana. Con un simple gesto, la concesión del premio, destacaría muchas realidades conectadas al BIEN UNIVERSAL, un incentivo para mejorar la existencia de muchas personas que a veces no tienen más esperanzas de vivir. Estamos formando un comité que puede otorgar el premio.

 Premisa

El TAU, la antigüedad, es un poderoso símbolo de la unificación de la realidad diferente.

En el campo de la literatura no ha investigado suficientemente en él acerca de la perspectiva histórica, religiosa y cultural. Es el caso, por lo tanto, poner en importancia con el fin de mejorar los diversos conceptos que está en el plano antropológico en la sociedad moderna. Se utilizarán los nuevos métodos de comunicación digital a través de este sitio web y las redes sociales. La innovación y la singularidad en el mundo para volver a descubrir el significado de la "salvación espiritual" y el de '' unión de los hombres para la paz y la hermandad ". Comunicar estos mensajes que se va a ofrecer un significado más profundo a la vida con los consiguientes efectos positivos para gestionar definitivamente mejor su propia existencia.

Estructura del proyecto

El sitio es un escaparate de los conceptos que queremos desarrollar con el fin de coordinar los diversos aspectos de la TAU .

Los temas serán gestionados por un comité organizador compuesto por representantes de todos los que están interesados ​​(stakeholders) a TAU. Me refiero a los que en la historia ha aumentado el valor, la santidad y testimonio: en particular, la comunidad franciscana, de la comunidad de San Antonio Abad, la comunidad judía, la comunidad masónico, las familias nobles relacionados con TAU en el nivel heráldico. Los interesados ​​pueden escribir a nosotros a taucommunity@outlook.it

Estructura del proyecto

El sitio es el escaparate de los conceptos que desea desarrollar para coordinar y administrar el Premio TAU Internacional Símbolo de Humanidad.

Los temas estarán a cargo de un comité promotor formado por representantes de todos los interesados (partes interesadas) en la TAU

El sitio estará representada en los diversos aspectos de la TAU, con la capacidad de poner estudios científicos, descubrimientos arqueológicos, imágenes y tradiciones.

Las redes sociales tendrán la tarea de hacer la comunicación interactiva, compartida y informativa entre todos los que quieran colaborar a nivel internacional para Proyecto TAU.

Beneficios

El proyecto tiene como objetivo promover el TAU como patrimonio cultural inmaterial de la humanidad, haciendo una petición específica a la UNESCO.

Realmente espero que esta iniciativa se puede realizar, ya que por primera vez en el mundo miles de personas serán capaces de confiar en un símbolo que ha hecho la historia del hombre para la salvación de los pueblos.

El Dr. Giuseppe Orlandi

Director de Investigación CNR Oficina de Comunicaciones e Información

Dirección General  Consejo Nacional de Investigación de Italia

Piazzale Aldo Moro 7 Roma     https://www.cnr.it/en  

 Historia del TAU Orígenes bíblicos

 Orígenes bíblicos

El signo del Tau (Taw en judío) tiene un origen muy antiguo, que se remonta a la Biblia: se puede encontrar en el libro de la Génesis (4, 15), en el Éxodo (12, 7), in Giobbe (31, 35) pero sobretodo en Ezequiel(9, 3-4), cuando dice:

“El Señor dijo: Pasa por la ciudad, por Jerusalén y marca un Tau encima de la frente de los hobres que se lamentan y lloran...”

En este pasaje del profeta Ezequiel pide a Israel de ser fiel a Dios hasta al final, para ser reconocido como simbólicamente signado con el “sello” del Tau encima de la frente como populo elegido por Dios hasta el final de la vida. 

De hecho, en el alfabeto judío el Taw (o Tau), es la última letra y representó el cumplimiento de la totalidad revelada por Dios. Este signo también se transcribe como X + o T, y en la transcripción griega se asoció a la letra Tau, que se convirtió a su vez en "T" en el alfabeto latino.

 El Taw judío

 El Tau fue adoptado muy pronto por los cristianos por dos razones. Ese símbolo, al igual que la última letra del alfabeto hebreo, era una profecía del último día y tenía la misma función que la letra griega Omega, como se lee en el Apocalipsis de San Juan: "Yo soy el Alfa y la Omega, el principio y el fin. Para la sed le daré agua de la fuente de la vida... Yo soy el Alfa y la Omega, el Primero y el Último, el Principio y el Fin "(Ap 21,6; 22,13). En segundo lugar, los cristianos vieron este signo como presagio de la cruz de Cristo como el cumplimiento de las promesas del Antiguo Testamento, porque era el medio por el cual Cristo transformaba la desobediencia de Adán y se convirtió en nuestro Salvador como "nuevo Adán”.

 Antonianos y Franciscanos

 Durante la Edad Media, la comunidad religiosa de San Antonio, con la cual San Francisco tenía confianza, estaba muy involucrada en los leprosos. Estos hombres utilizaron la cruz de Cristo, representada como el Tau,un símbolo de curación para protegerse de la peste y otras enfermedades de la piel. Iconografía clásica, San Antonio Abad es siempre reconocible por el gran Tau cosido en la capa y en la capucha a la altura del pecho.

En los primeros años de su conversión, San Francisco solía trabajar con estos religiosos en el área de Asís y habría sido un huésped en sus hospicio en San Juan de Letrán en Roma. Francisco habló a menudo de encuentros con Cristo, ocultó bajo la apariencia de un leproso como el punto de inflexión de su conversión. Por lo tanto, no hay dudas de que Francisco, más tarde, adoptó el Tau como una firma distintiva, que combina el antiguo sentido de la fidelidad por la vida con el mandato de servir al menos, los leprosos de su tiempo.

El simbolismo del Tau adquiere un significado más profundo de San Francisco, desde el 1215, cuando papa Inocencio III promovió una importante reforma de la Iglesia Católica. Francisco escuchó el sermón del Papa a la apertura del Concilio Lateranense IV que contiene la exhortación del profeta Ezequiel del Antiguo Testamento: 

"Estamos llamados a reformar nuestras vidas, de pie ante Dios y como personas justas Él nos reconocerá por el Tau signo impreso en nuestras frentes.". El viejo Papa, en la adopción de este símbolo, que quería - dijo - que él mismo es el hombre "vestido de lino, con el tintero de escribano en el lado" e ir personalmente a través de toda la Iglesia para anotar un Tau en la frente de las personas que se pusieron de acuerdo para entrar en un estado de verdadera conversión [Inocencio III, Sermo. VI (PL 217, 673-678)].

 Esta imagen simbólica, utilizada por el mismo Papa, que sólo cinco años antes había aprobado la nueva comunidad de Francisco, fue recibido de inmediato como una llamada a la conversión. Por esto, en Francisco, fue un amor y una fe muy grande por este signo, como recuerda San Buenaventura de Bagnoregio en la "Vida de San Francisco de Asís (Leyenda Mayor)" Cap. IV, 1079.

 " ... Y en realidad el Santo tenía gran respeto y afecto por el signo de la Tau, la frecuencia recomendada para hablar y escribir su propia mano en las cartas que enviaba, como si su misión consistía, conforme a la palabra del profeta, en el que marca el Tau en la frente de los que gimen y lloran, convirtiéndose sinceramente a Cristo”.

Tommaso da Celano nos dice otro uso del Tau por San Francisco: se basó en las paredes, en las puertas y las jambas de las células, y esta afirmación es confirmada por la arqueología: Por ejemplo, en el momento de la restauración de la capilla de Santa Madalena (también conocida como la Madonna) en Fonte Colombo (Rieti, Italia) fue encontrado en una hendidura de la ventana, en el lado del Evangelio, un Tau, pintado de rojo, luego se cubre con un tinte del siglo XV. Este diseño data en el mismo tiempo de San Francisco.

 La Orden del Temple

La cruz taumata fue adoptada simbólicamente por el Orden del Temple, especialmente en el primer periodo de su desarrollo. Los escuderos del Temple tenían una Tau roja cocida en la capa, que se convertía en cruz entera al momento del pasaje al grado de Cabalero. El Tau es la ultima letra del alfabeto judío y significa el compimiento de la Creacion, el individuo en el cual empezó la segunda parte de la Obra, el Principio che acaba en la Sintesi: se refiere a el Pan cuotidiano y al Vierbo Divino, o sea a las necesidades fisiológicas y a la elevación espiritual en oservancia de la Palabra evangelica: El hombre no debe vivir sólo de pan, sino de toda palabra que sale de la boca de Dios." De acuerdo con algunas interpretaciones que significa un tesoro, o el lugar donde se encuentra enterrado. Sin embargo, más simplemente, se puede pensar que ha sido adoptado por la Orden como una doble referencia tanto a la Cruz, y la letra "T" Templum inicial, o "Templo". Como un símbolo religioso nos resulta a veces representado en emblemas o crestas en los edificios o lugares en las iglesias de su antigua commanderie.

 Los Caballeros del Tau

 El Tau blanco era el emblema distintivo de otra Orden Hospitalaria, que surgió más o menos al mismo tiempo que otras más famosas, como los Hospitalarios de San Juan, llamado el orden de los "hermanos de Santiago de Altopascio", hecho oficial en abril de 1239. Dado que el deber de asistencia y cuidado de los peregrinos llegaron a incluir una obra de protección en contra de ellos, incluido el orden entre sus filas, incluidos los caballeros de espada-manejo, que pronto se hizo conocido como los Caballeros de la Tau. La Orden adquirida en poco tiempo fama, honores y riquezas, a fin de extender mucho más allá del territorio original (el pueblo de la Toscana de Alton, en la provincia de Lucca, Italia ) y para ser contado "obediencia" en toda Italia, así como en otro países de Europa como Francia, España, Alemania e Inglaterra. La disminución de la religiosa y caballeresca este orden también comenzó en el siglo XIV debido a la transferencia de la sede del papado de Aviñón, lo que causó una reducción en el tráfico hacia Roma. La orden fue finalmente suprimida en 1587 por el Papa Sixto V, y sus activos fueron transferidos a la Milicia de San Esteban creó el Gran Ducado de Toscana. Para influir en estas órdenes religiosas en la adopción de Tau eran probablemente no sólo los pasajes bíblicos. En la época medieval, de hecho, este símbolo también se impregnó profundamente la vida cotidiana. De hecho, incluso las representaciones geográficas del mundo eran atribuibles a este signo. Son frecuentes, de hecho, las ilustraciones en la que el mundo está representado divide en los tres continentes conocidos: Asia, que por lo general se colocan en la parte superior del papel, mientras que Europa y África en la parte inferior, respectivamente, en el lado izquierdo y derecho de la mitad inferior. Los tres continentes continuación se separaron el uno del otro por un mar que tomó la forma de una "T", y el conjunto se inscriben en una circunferencia. Esta representación, también conocido como "Globo T", no pretende ser una representación verdadera del mundo, sino más bien una simbólica.

Rosacruces y Masones

El Tau hace su aparición como símbolo en los siglos siguientes, especialmente en lo esotérico. Por ejemplo, en "Fama Fraternitatis", el primer manifiesto del movimiento Rosacruz, apareció por primera vez en Cassel en 1614, cuenta del descubrimiento de la tumba del mismo nombre Rosencreutz cristiana de su padre, por parte de algunos hermanos. En el centro de la tumba era un altar redonda cubierta con una placa de cobre, en el que estaba grabado la siguiente inscripción: "Hoc Universi compendio nisus sepulcrum mihi fuit" (“He reservado para el sepulcro este compendio del Universo"). Bajo el altar, otra lámina de cobre cubierto el cuerpo del mismo nombre, que fue encontrado intacto, la celebración de un folleto de pergamino escrito con letras de oro, y llamó su "T": se llama "nuestra mayor gran tesoro después de la Biblia y no debe ser expuesto a la ligera la censura del mundo”.

Como parte de la masonería, la forma de esta carta recuerda dos herramientas del arte de la albañilería, el martillo de cantero y el equipo de doble ángulo derecho. Sino como un símbolo asume su significado más alto en el emblema del rito real del arco, donde aparece en la "forma de triple Tau". Este glifo, inscrita en un triángulo equilátero y un círculo, es considerado sagrado símbolo por excelencia, que representa el inconsciente colectivo de Jung la delimitación sagrada y el establecimiento de un centro espiritual universal. Originalmente un Tau superpone a un H, para indicar "Templum Hierosolymae" (templo de Jerusalén), entonces la adquisición de su propia autonomía simbólica.

San Antonio Abad                                                                                     

San Antonio Abad nació en el año 251 d. C. Coma, la corriente Qumans, una pequeña ciudad situada en el corazón de Egipto. La vida del santo se describe con precisión y se difunde en la Vita Antonii de alrededor de 357, por Atanasio, obispo de Alejandría, Egipto. La obra fue traducida a varios idiomas, se hizo popular en el Este y en el Oeste e hizo una importante contribución para apoyar los ideales de la vida monástica. Hijo de agricultores cristianos ricos, quedó huérfano a la edad de veinte años y un patrimonio de administrar y una hermana menor que cuidar, que su vista poco tiene que seguir la exhortación del Evangelio: "Si quieres ser perfecto, anda', vender lo que tienes y dalo a los pobres ". Por lo tanto, la mercancía distribuida a los más necesitados y confiado a su hermana a una comunidad femenina, seguido de la vida solitaria que ya eran otros ermitaños en los desiertos alrededor de su ciudad, que viven en la oración, la pobreza y la castidad. En busca de un estilo de vida penitente y sin distracciones, le pidió a Dios para ser encendido y el encuentro con otros ascetas, que decidió convertirse en un ermitaño. La etimología del nombre de Antonio, de Grego Αντώνης (Antonis), Αντώνιος (Antonios) significa exactamente que hace frente a sus oponentes. Y de hecho, después de algunos años de esta experiencia que comenzó para él las duras pruebas. En estos primeros años de soledad, que estaba atormentado por fuertes tentaciones obscenas, pensamientos y dudas sobre la oportunidad de una vida tan solo, no seguido de la masa de los hombres ni por eclesiásticos. Además, el instinto de la carne y el apego a los bienes materiales, que habían tratado de acallar esos años, regresó fuerte e incontrolable. Así, las iglesias ayudan a otros ascetas, que le dijo que no tuviera miedo, yendo hacia adelante con confianza, porque Dios estaba con él. Descubierto por sus compatriotas, que al igual que todos los cristianos de entonces, que acudieron a los ermitaños para recibir consejos, ayuda, consuelo, pero al mismo tiempo perturbado su soledad y la meditación, Antonio se movieron más lejos, hacia el Mar Rojo. En las montañas de Pispir había una fortaleza abandonada, infestado de serpientes, pero con una fuente original: el santo se trasladó allí en 285 y se mantuvo allí durante 20 años en completa soledad. Siguiendo el ejemplo de Jesús guiados por el Espíritu se retiró al desierto "para ser tentado por el diablo" se dedica a una vida más rígida de la soledad, visto como el único medio que permitirían al hombre a ser purificado de todas las malas inclinaciones, personificado en la figura bíblica del diablo. Para escapar de muchos curiosos que se produjo en la fortaleza del Mar Rojo, decidió retirarse a un lugar más aislado. Así que se fue al desierto de Tebas, en el Alto Egipto, donde empezó a cultivar un pequeño huerto para la subsistencia y algunos discípulos que de vez en cuando se acercaban a él. Vivió en Tebas hasta el final de su vida útil muy larga. Murió en 106 años, el 17 de enero del 356 y fue enterrado en un lugar secreto. Atanasio informa que Antonio había escondido el lugar de su muerte a sus discípulos, pero les dio tan preciosas reliquias túnica y el manto. Según algunos historiadores Antonian, en primer lugar Aymar Falco, el cuerpo del santo habría permanecido oculto durante casi 170 años desde el año de su muerte. Su descubrimiento se limita a 529, en la época del emperador Justiniano. Presentado en Alejandría, fue enterrado en la iglesia de San Juan Bautista. Egipto ocupada por los sarracenos, su cuerpo fue trasladado a Constantinopla el 12 de junio de 670, para protegerlo del vandalismo y el saqueo. La popularidad de la vida del santo, como los ideales de la vida monástica, explica el lugar central que su representación ha tenido siempre en el arte sagrado. Debido a la veneración generalizada, nos encontramos con imágenes de la santa, representada generalmente como Mónaco alto una larga barba blanca, en los manuscritos iluminados, en las capitales, vidrieras, en esculturas de madera destinados a los altares y capillas, frescos, tablas y remos colocados en los lugares de culto. Con la llegada de la impresión, incluso su imagen apareció en muchas grabaciones que los devotos comenzaron a colgar en sus hogares. En la época medieval, el culto de San Antonio fue popularizado principalmente por la orden de trabajo de los hospitalarios Antonian, que también consagró la iconografía: retrata al santo ya entrado en años, mientras se esfuerza agitando una campana, en compañía de un cerdo , en la que supervisó la grasa animal minería para preparar los diferenciales emoliente sobre las llagas y dar alivio a los enfermos. En algunos casos, dada su capacidad de curar, de hecho, la enfermedad dell'ignis sacer o culebrilla, más conocido por el nombre de la culebrilla, el santo se representa con el fuego a sus pies. La serpiente aplastada, que a veces nos podemos encontrar a sus pies, es la perseverancia del santo para hacer frente a las tentaciones del diablo, que está representado en su forma típica de la serpiente. El bastón del peregrino, que a menudo termina con una cruz roja en forma de tau y el manto con el mismo símbolo cosido, que lleva a Antonian con determinación absoluta, complementar su simple pero firme iconografía. Muy raras son las representaciones ermitaño rodeado de mujeres sensuales que representan las tentaciones carnales para que el santo tuvo que hacer frente en su vita. FOTO Fresco Fundación Corchiano provincia de Viterbo Italia.

La TAU en la tradición judía y la Biblia

La última letra del alfabeto hebreo, la tau, se considera "el sello del Santo, bendito sea." Lo mismo grafema que lo distingue, ת, evoca una marca, una señal de reconocimiento.

La tau sustantivo, que está rastreando tres veces en la Biblia Hebrea, incluyendo dos en el paso crítico Ez 9, y en Job, significa propiamente signo, sello, firma. La primera letra de esta palabra es la última letra del alfabeto hebreo, que en este sentido, coloca a la finalización de la secuencia de veintidós letras que componen el lenguaje de Dios, describe así el sello del Señor de toda la creación, Su firma en el mundo que él creó. La tradición cabalística señala que tau es también la última letra del nombre hebreo Emet, la verdad, por lo tanto, se estableció también como el sello, el cumplimiento de lo que caracteriza la manera más explícita a Dios, su verdad y la infalibilidad.

En el capítulo 9 del libro de Ezequiel Dios invita a castigar y destruir a aquellos que profanan el santuario y la ciudad santa de Jerusalén, después de anotar un tau (propiamente una marca, un sello aparece aquí no la letra, pero la palabra de tau, y griego traduce significativamente semeion, lo que significa signo) "en la frente de los que gimen y claman por las abominaciones que se hacen en la ciudad" (Ez 9,4), por lo que no son tocados por la muerte (Ez 9,6 ).

La tau, semeion, es por lo tanto adecuadamente el sello que indica la intervención del Señor y asegura su protección: debe tenerse en cuenta que la palabra griega semeion se puede remontar, mientras que la traducción de una palabra hebrea diferente de tau, pero con significado similar, en 4.15 en enero, por la señal de que Dios pone en la frente a causa de Caín no muere, hacer hincapié en cómo el Señor siempre protege la vida humana, creó y bendita, incluso si los hombres se tiñen con crímenes terribles. Ningún hombre, por lo tanto, tiene el derecho, de acuerdo con Génesis 4 acabar con la vida de otro ser humano, no importa de la acción de éstos.

Del mismo modo, el semeion término se encuentra en la versión griega de Ex 12,13, donde se traduce la misma palabra hebrea que se puede rastrear en Génesis 4:15, refiriéndose a la marca hecha por los Judios, con la sangre de los corderos sacrificados en la primera noche de la Pascua , Egipto, en el dintel de la puerta de sus casas, porque el ángel del Señor golpeó con su peste a sus primogénitos. A partir de estas referencias, se supone que el signo que se habla en estos casos es el seguimiento adecuadamente de un tau, que se convierte así explícitamente el símbolo de la salvación de la muerte y la presencia de Dios: incluso en presencia de un término griego diferente pero significado similar, que tienden a interpretar como una tau también el sello con el que marcó los elegidos de Dios vivo en Rev 7.4, y en varios otros pasajes del último libro del Nuevo Testamento, como Rev 9.4, donde la situación se repite Ez 9,4.6, y hace hincapié en la prohibición de golpear y dañar los que tienen el sello de Dios en sus frentes.

La tradición cabalística insiste en que el grafema de tau parece estar compuesta de grafemas de otros dos letras del alfabeto hebreo, dalet y una monja, que describen, respectivamente, en la interpretación, el despojamiento y la humildad: esta sugerencia es un elemento más para entender por qué, en la tradición cristiana, el signo tau, el sello del Dios vivo, se ha acercado a la cruz de Cristo, en la forma de un sirviente empleado por él (cfr. el himno cristológico de St. Paul, Phil 2 , 6-11), también por referencia a Ap 14,1, donde se afirma que cuatro mil elegidos de Dios, marcado en Rev 7.4, llevan en sus frentes "el nombre del Cordero y el nombre de su Padre" .

En última instancia, la tau evoca la presencia del Señor, es el signo de su salvación y es comprensible que usted elija, en la tradición cristiana, la letra griega tau, que tiene sólo la forma de una cruz, pero que conserva la el nombre de la letra hebrea que invoca el sello, evocando así, a través de la doble referencia al signo bíblico y las torturas sufridas por Jesús, signo e instrumento de la salvación para los cristianos, el nuevo pacto en la sangre de Cristo.

PhD Laura C. Paladino

Biblista e historiador, profesor de hebreo y griego en la Universidad Pontificia Gregoriana de Roma

 La TAU y la masonería.  

En el masónico alcance Tau está presente en el símbolo de la triple Tau. La triple Tau es una figura formada por tres de estos cruces se reunieron  en un punto, y se asemeja así una letra T, que descansa sobre un lado H. Este bar emblema, situado en el centro de un triángulo y un círculo - ambos emblemas de dioses - es la joya real del real arco como se practica en Inglaterra, donde se estima por lo que se llamará "el emblema de todos los emblemas," Real Arco es el gran símbolo de la masonería "el profeta Ezequiel habla de la cruz de San Antonio o tau como una marca que distingue a los que iban a ser salvados, para su pesar por sus pecados, por los que, como idólatras, habrían de ser muertos era una señal, o un signo de una distinción favorable;. Y con esta alusión podemos suponer que la triple tau se puede utilizar en el Real Arco como una marca que designa y separa a aquellos que conocen y adoran al verdadero nombre de Dios de aquellos desconocidos de ese augusto misterio. El Arco Real está presente tanto en el Rito de York que en el Rito Escoces.  Es uno de refinamiento ritos masónicos más popular del mundo. Nacido de la unión de grados completos simbólico, los miembros del capítulo, criptico caballero en un solo sistema masónico. El grupo masónico más grande bajo un Labaro mismo es el Gran Capítulo General de la Masones del Real Arco Internacional. Se trazó su "nacimiento", con respecto a la Masonería del Real Arco, la creación en Hartford, Connecticut, Estados Unidos Grandes Capítulos de América (24 de octubre de 1797), el CD. Gran Capítulo del Real Arco, de Inglaterra (18 de marzo 1817), Escocia (28 de agosto 1817), Irlanda (11 de junio 1829). Ya en 1806 el Gran Capítulo del Real Arco se convirtió en Gran Capítulo General de Masones del Real Arco de los Estados Unidos de América, que en 1954 cambió su nombre por el de Gran Capítulo General de Masones del Real Arco Internacional, tras la propagación de la masoneria del Real Arco en el mundo.                 https://en.wikipedia.org/wiki/Holy_Royal_Arch

 

  • 05/12/2021
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Contact: Dr.Giuseppe Orlandi

Premio Internazionale TAU Simbolo dell’Umanità

Tau carved with the sacred wood of the wild hazel from a craftsman from Corchiano Lazio Region Italy, unique in the world.

Premio Internazionale TAU Simbolo dell’Umanità

Saint'Antony Abbe. Fresco Church of San Biagio Corchiano Province of Viterbo Italy, 1468 painted by Pancrazio Iacovetti from Calvi.

Premio Internazionale TAU Simbolo dell’Umanità

The symbol of the triple Tau

Premio Internazionale TAU Simbolo dell’Umanità

Presumptuous portrait of St. Francis painted by Cimabue in the Basilica of St. Francis of Assisi dating back to 1290